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I quaderni di Apinsieme: Dossier Regine

Non chiudiamole in una riserva

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In distribuzione a Ottobre durante la Fiera nazionale di Apicoltura “I Giorni del Miele”, 6-8 ottobre 2017

La Rete è un formidabile spazio di libertà e se usato correttamente è in grado di aprire allo scambio, al confronto e all’indipendenza. Tre imperativi che Apinsieme ha fatto propri nello scambio con i lettori.
E che c’è di più globale e indipendente dello stare Insieme, navigando fra le “onde?”.
Apinsieme non a caso è la Rivista Indipendente degli Apicoltori, e vive senza fonti di finanziamento:
abbonamenti e pubblicità solo le sue uniche risorse. La nostra funzione, allora, è solo quella di riunire e rendere sinergiche le realtà apistiche e chi ha appena intrapreso il mestiere di apicoltore, senza secondi fini e nella più assoluta trasparenza.

Ecco spiegata la pubblicazione del Dossier Regine, che state per leggere: basta un semplice click per acquistarlo. La funzione? Mettere a disposizione dei materiali indispensabili alla conoscenza e alla pratica apistica, per ripensarla laddove ce ne fosse bisogno.

Come ricorderanno i nostri lettori/Apicoltori nel numero di maggio 2016 della Rivista abbiamo intrapreso un lungo viaggio alla scoperta della situazione regine in Italia e
abbiamo parlato anche di selezione.
Non ci siamo occupati solo di Ligustica altrimenti che inchiesta sarebbe stata?
La Rivista Nazionale di Apicoltura privilegia sì la Ligustica e gli altri ecotipi presenti nel belpaese, come
indica chiaramente anche la 101 (Legge Quadro sull’Apicoltura), ma non ci sono solo ligustiche negli
alveari degli apicoltori. E a parlare chiaro solo le cifre che ci ha fornito il dottor Giovanni Formato,
Responsabile Unità Operativa di Apicoltura dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Regioni Lazio e
Toscana. In base ai campioni analizzati nei loro laboratori, nel 2010, la rispondenza alla Ligustica era
del 72%, per passare al 63% nel 2013 e al 36% nel 2016.

È sempre dai numeri che occorre partire per capire che cosa stia succedendo in Italia. Giusto spiegare
perché ci sia stata questa erosione. Giusto capire quanti siano a usare la Buckfast. Giusto capire quante
regine di ogni tipo e perché ci siano in Italia. È inevitabile che un ripensamento e un’autocritica oggi si
impongano se davvero vogliamo salvaguardare le diverse sottospecie e gli ecotipi autoctoni, quindi italiani,
e risultare così anche coerenti con quanto sempre sosteniamo tra di noi e di fronte ai “profani”.

E per salvaguardare le diverse sottospecie e gli ecotipi autoctoni occorrerebbe, in primis, tenere conto di
ciò che dice il nostro esperto apistico e redattore Luca Tufano a conclusione del Dossier; poi, andrebbe
presa in considerazione la necessità di mettere in piedi progetti rigorosi e a lungo termine,
validati scientificamente da personale qualificato e non improvvisato, finalizzati a tutelare e a mettere in sicurezza,
in aree geografiche adeguate (ad esempio isole), le razze di api autoctone che poi saranno da serbatoio
per il ripopolamento del territorio. Non chiudiamole in una Riserva.

Gli articoli qui riprodotti, nel loro formato originale, sia come intervento diretto sia come intervista, sono
già usciti sulla Rivista Nazionale di Apicoltura nei mesi riportati in calce alle singole pagine.

Massimo Ilari, Enrico Pasini

Apinsieme
Quelli che vogliono far volare insieme le Api

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