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20 maggio: Giornata mondiale delle Api

L’Ambasciatore Bodgan Benko

A Lubriano, in provincia di Viterbo, lo scorso 12 maggio si è tenuta la conferenza internazionale “Verso la prima giornata mondiale delle api” che si terrà il 20 maggio, iniziativa fortemente voluta dagli apicoltori sloveni. Un caso? No, la Slovenia è sì un “piccolo” paese ma con una storia e una cultura importanti, senza sottacere una spiccata attenzione all’ambiente e alla biodiversità. Naturalmente ad aprire i lavori l’Ambasciatore, presso la FAO, della Slovenia S.E. Bodgan Benko, che abbiamo sentito per i nostri lettori

Ambasciatore, grazie al vostro prezioso lavoro avete portato in primo piano, a livello internazionale, l’importanza della salvaguardia delle api. Il vostro impegno è stato premiato e così il 20 maggio di ogni anno si terrà, a livello mondiale, una Giornata per celebrare le api e la loro opera di salvaguardia del Pianeta. Un lavoro che ha richiesto senza dubbio un notevole impegno. Può illustraci i passi che la Slovenia, come paese promotore, ha mosso, quali sono stati i risultati raggiunti e come pensate di andare avanti?

«L’iniziativa di proclamare il 20 maggio come Giornata Mondiale delle Api si deve alla volontà dagli apicoltori sloveni di mostrare il ruolo fondamentale di questi formidabili impollinatori che sono degli indicatori, unici, dello stato ambientale. Siamo un paese di 2 milioni di abitanti e vantiamo ben 10.000 apicoltori, ben organizzati. Gli apicoltori, inizialmente hanno pensato a una Giornata delle api slovena, da tenere attraverso la loro Associazione nazionale. Poi, è scoccata un’insospettabile scintilla: la proposta è stata condivisa e sostenuta dalla società civile, dalla politica e dal governo. Sulla base di questo vasto consenso abbiamo cominciato a muoverci nei circoli e nelle organizzazioni internazionali. In primis, abbiamo interpellato la FAO e le Nazioni Unite nella sezione che si occupa di Alimentazione e Agricoltura. Una doverosa precisazione.  Alla FAO sono accreditato come ambasciatore, qui a Roma, e ciò mi ha permesso di portare l’iniziativa all’attenzione di tutti gli organi di governo della FAO: Il “Comitato di agricoltura”, poi il Consiglio della FAO e, infine, il terzo passo, la conferenza della FAO, dove è stata adottata la prima bozza di risoluzione per la promozione della giornata mondiale delle api. Infine, la risoluzione è stata inviata alle Nazioni Unite, per una valutazione e l’eventuale approvazione».

Quando è partita l’iniziativa e quando si è conclusa con successo?

«Era il 2015 quando l’Ambasciata slovena presso la FAO ha iniziato a muoversi. Tra il 2016 e 2017, poi, si sono svolte la maggior parte delle attività e nel dicembre 2017 le Nazioni Unite hanno approvato la proposta di istituire la Giornata Mondiale delle Api con un consenso veramente schiacciante».

Viene da dire che le Api uniscono tutte le nazioni.

«Sì, l’interesse dei diversi paesi sia europei che extraeuropei è stato incredibile. Le Api uniscono, non a caso la loro società è fondata sull’unione di ogni singolo membro. Le api sembrano dirci che l’unione fa la forza. Le prime adesioni sono arrivate dall’Unione Europea e via via sono arrivate quelle dei paesi dell’Africa e dell’Asia. Insomma, quando si mette al centro del dibattito il mondo delle Api, le nazioni si uniscono. Un modus operandi su cui si dovrebbe iniziare a riflettere».

La Slovenia è un paese ricco di natura e di ambiente incontaminato. Ciò comporta che anche tutte le attività svolte in ambito agricolo devono essere rispettose dell’ambiente e della biodiversità, per non intaccare questo prezioso equilibrio. Lo scorso 27 aprile la Commissione Europea ha votato, con oltre il 75% di consensi dei paesi membri, una risoluzione che blocca l’utilizzo di 3 neonicotinoidi, particolarmente tossici per le api. La Slovenia, come l’Italia, ha votato a favore del blocco (ndr, Apinsieme ne ha parlato nel numero di maggio 2018). Come valuta questa iniziativa e ritiene che proibire l’impiego dei neonicotinoidi in agricoltura sia un elemento per contrastare la moria delle api?

«Come essere in disaccordo? Credo che una delle cause della considerevole moria delle api sia proprio l’uomo e l’uso dei pesticidi che nell’agricoltura moderna, basata sulle monoculture e la produttività sfrenata, la fanno da padroni. In Slovenia abbiamo una legge che tutela le api (l’ape carniola, una specie slovena protetta. Più in dettaglio si parla di Apis mellifera carnica), che indica anche l’area di protezione all’interno della quale vige il divieto di ricorrere ai pesticidi, e di non modificare l’habitat naturale. L’obiettivo? E’ evidente: preservare l’ape, che insieme a tutti gli altri impollinatori permette la sopravvivenza di quello che chiamiamo anche il Pianeta Blu. Da tutti gli Apoidei dipende il cibo che arriva ogni giorno sulle nostre tavole. In più, visto che l’ape è un formidabile indicatore dello stato ambientale permette di valutare anche la sicurezza alimentare. Infine, siamo particolarmente orgogliosi che l’iniziativa degli apicoltori sloveni sia assurta a livello mondiale. In definita, il nostro progetto concorre a realizzare uno degli obietti dell’Agenda di sviluppo sostenibile 2030: l’eradicazione della fame nel mondo».

Ambasciatore non siete particolarmente orgogliosi che pur essendo partiti con un’iniziativa a livello locale, questa abbia assunto una rilevanza mondiale? Del resto, la sua presenza al Convegno di Lubriano, una piccola realtà, mostra quanto lei creda che “il piccolo è bello e felicità”. E’ proprio così?

«Bravi avete colto l’anima della nostra iniziativa e ringrazio le istituzioni di Lubriano che mostrano di muoversi sulla stessa lunghezza d’onda. Sono veramente orgoglioso di aver percorso questo cammino. L’idea locale degli apicoltori sloveni è arrivata a livello mondiale. E mi fa piacere qui a Lubriano vedere che la nostra filosofia sia talmente riconosciuta e abbracciata da tutti. L’obiettivo, infatti, era non solo l’istituzione della Giornata Mondiale, seppure rivesta un’importanza notevole, ma anche di avviare una capillare diffusione di un principio e cioè quali azioni adottare per la salvaguardia delle api e più in generale degli insetti impollinatori. Perché? Beh, ormai dovrebbe essere evidente ai più: tutti gli apoidei svolgono un ruolo di primo piano per il mantenimento della biodiversità, su scala globale. Una volta proclamata la Giornata, le Nazioni e le organizzazioni sceglieranno come portare avanti l’iniziativa. Come? Sarà didascalico. Aumentando l’informazione fra i ricercatori, la politica, i governi e interessando le scuole di ogni ordine e grado, come sovente accade in Slovenia».

(Intervista raccolta da Enrico Pasini)

Enrico Pasini
Un passato da esploratore del mondo ICT, dalla Olivetti alla Siemens, sino a Atos Italia. Dal 2012 nel mondo dell'apicoltura con la passione della Comunicazione e dei Social Network. "Fatti non foste a viver come bruti ma per seguire virtute e canoscenza" Dante Inferno XXVI

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