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Proprietà terapeutiche del miele

Due ricercatori monferrini a Bratislava per riscoprire le proprietà terapeutiche del miele

Elia Ranzato e Simona Martinotti, dell’Università del Piemonte Orientale, visiting professor e scientist in Slovacchia

Per cinque settimane, tra maggio e giugno, i ricercatori UPO Elia Ranzato e Simona Martinotti sono stati visiting professor e scientist presso il Laboratory of Molecular Apidology and Apitherapy diretto dal dott. Juraj Majtan, presso l’Institute of Molecular Biology della Slovak Academy of Sciences a Bratislava (Repubblica Slovacca). Grazia a questa collaborazione i ricercatori hanno potuto approfondire gli studi e le ricerche sulle applicazioni terapeutiche del miele, tra i loro principali ambiti di ricerca durante l’attività presso il Dipartimento di Scienze e innovazione tecnologica dell’UPO.

Da alcuni anni, il gruppo di Biochimica e Fisiologia cellulare del DiSIT si occupa di studiare le proprietà biologiche del miele su cellule della pelle, collaborando strettamente proprio con il Laboratory of Molecular Apidology and Apitherapy diretto dal dott. Juraj Majtan.

«Il miele è una sostanza zuccherina prodotta dalle api dall’elaborazione del nettare — spiega Simona Martinotti —. Il suo colore e le proprietà organolettiche variano a seconda dei fiori da cui proviene il nettare. Ma il miele è un prodotto naturale che non ha solo un uso alimentare. A partire dal Papiro Edwin Smith (detto il “papiro chirurgico”, un testo databile al 1600 a.C.) esiste una tradizione di etno-medicina che ha utilizzato con successo il miele e altri derivati dell’alveare, e sembra interrompersi in un momento preciso: gli anni ’40 del secolo scorso, quando la scoperta degli antibiotici origina una speranza che porta alla presunzione di aver sconfitto una volta per tutte le malattie infettive. Questo riferimento storico serve a render conto del perché di questo rinnovato interesse per l’uso terapeutico del miele, un interesse che è indipendente dall’ondata di riscoperta di cibi e prodotti naturali, ma che nasce da un’emergenza pratica: il rapido sviluppo di resistenza agli antibiotici sviluppata dai microorganismi. Diversi studi, sia di laboratorio che clinici, hanno evidenziato negli ultimi anni la capacità del miele di accelerare la guarigione delle ferite proprio grazie alle sue proprietà e alla sua composizione.»

fonte: Università del Piemonte orientale

 

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