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La crisi del miele italiano, analisi e proposte

Oggi, domenica 3 marzo, si è tenuto ad Apimell un convegno molto partecipato.

Al centro i dubbi che si sollevano sulla qualità del miele italiano.

La nostra filiera è controllata ma i rischi permangono. Le attività di controllo delle autorità competenti di imbattono sempre più spesso con partite di prodotto alterato da amidi e zuccheri aggiunti.

Le responsabilità vengono in genere scaricate sui mieli provenienti dall’estero e ciò ci assolve spesso da pratiche di si sostentamento alimentare agli alveari, esagerate e senza controllo.

E’ esagerato, però, parlare d miele taroccato: la stragrande maggioranza del miele italiano è di qualità.

Se ne è parlato per fare chiarezza. Apinsieme c’era.

Ad aprire i lavori Antonio D’Angeli di ANAI che ha delineato la nuova linea dell’associazione.

Massimo Ilari ha moderato il dibattito coinvolgendo i diversi relatori: Raffaele Terruzzi Presidente Unione Italiana Food Gruppo Miele (EX A.I.I.P.A.), dr. Giancarlo Quaglia membro IHC sezione adulterazioni, Giampaolo Palmieri.

Al convegno è intervenuto Bruno Mori, Presidente di Futuro Agricoltura, che ha parlato del matrimonio che s’ha da fare tra agricoltura e settore apistico.

Sarà un punto di riferimento di ANAI, Associazione Nazionale Apicoltori Italiani.

Si ringrazia Elisa Piovan, di Futuro Agricoltura, per le foto.

Nella foto di copertina, da sinistra a destra: Elena Capone, Elisa Piovan, Antonio D’Angeli, Massimo Ilari, Bruno Mori.

 

Apinsieme
Quelli che vogliono far volare insieme le Api

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