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L’editoriale di Ottobre 2025: VINCERE INSIEME

La Rivista che teniamo fra le mani è allo stesso tempo testimonianza e forte gesto giornalistico per dare gambe al Progetto di portare il Miele Italiano al centro di un percorso informativo che faccia crescere i consumi di un alimento troppo spesso trascurato.
Un’opera capillare in cui si sono impegnati tanti soggetti: i redattori della rivista, i lettori, gli apicoltori, gli inserzionisti, che hanno dato voce a questa voglia di cambiamento, aprendo una nuova via informativa, capace di arrivare ai consumatori e far capire che il Miele è centrale in una scelta alimentare equilibrata, non a caso nello “Speciale Miele Italiano”, che trovate in questo numero, a partire da pagina 31, si parla di “Miele Nutraceutico” e non farmaco.
Un motivo in più per continuare ad abbonarsi alla Rivista e dare forza all’Apicoltura italiana.
Ci eravamo ripromessi di trattare il tema dopo aver risposto a un quesito di un nostro lettore nella rubrica “Toc Toc”. E dove sta la differenza? I composti bioattivi che sono contenuti nel miele hanno mostrato i loro effetti positivi per il benessere psico-fisico sotto diversi aspetti, come quelli antinfiammatori, antimicrobici, antinvecchiamento e portatori di componenti vitali come quelli che sono presenti in tutti gli alimenti che portiamo ogni giorno in tavola, a patto che non siamo usi nutrirci di cibo spazzatura.
Gli alimenti ad hoc, insieme al miele, esercitano un gioco di squadra veramente portentoso. Sul tema rischiamo di trasformarci nella “rana dalla bocca larga” visto che ci occupiamo di questo aspetto vitale sin dalla nostra decennale fondazione e anche prima in altre riviste di settore in cui abbiamo prestato il nostro lavoro.
Non si tratta di fornire contenuti olistici, sacralizzando il miele e gli altri prodotti dell’alveare, ma di materializzarlo sulla tavola. Se noi siamo ancora a qui ancora a parlare non della conclusione di in discorso di salute ma di un obiettivo ancora da centrare significa che non è stato fatto abbastanza per affermare una legge alimentare capace di mettere il miele in prima fila. È proprio nel nostro settore che si manifesta l’incapacità di viaggiare uniti verso la meta.
Siamo divisi, sparpagliati e dunque inefficaci. Eppure mettiamo ogni giorno la “testa” dentro un alveare, gesto che dovrebbe averci insegnato che le api volano per la realizzazione di una società coesa, unita e che lavora insieme per la loro sopravvivenza.
Parole vuote se non gli diamo gambe, rimanendo interessati solo ad apparire i “mejo fichi der bigonzo”. Ci scusiamo di aver preso a prestito un’espressione del dialetto romanesco, ma pensiamo che renda bene per la caratterizzazione del più bello e del più bravo di tutti. O meglio, di colui che si ritiene essere tale, ma che spesso, alla prova dei fatti, tale non è.
Infatti, il “bigonzo”, in italiano “bigoncio”, era un recipiente in legno nel quale si ponevano i fichi raccolti, mettendo quelli più belli sulla sommità per attirare il consumatore. Tutta apparenza, quindi. Così si svela l’incapacità del settore di marciare unito.
Del Superorganismo alveare ci parla il dottor Maurizio Ghezzi a pagina 14 di questo numero e ci dice: “L’alveare è un luogo complesso e affascinante. a patto che lo si veda alla stregua di un luogo in cui vi sia solo la presenza di un grande numero di api, bensì come un unico insieme: un Superorganismo, un’entità superiore, emergente, che funziona come un corpo unico. Il nostro autore, poi, usa un termine da considerare con attenzione: visione olistica”. Eppoi. Convincerci una volta per tutte di affrontare le patologie dell’alveare con presidi sanitari autorizzati, ma noi siamo convinti che la maggioranza degli apicoltori – la parte sana della cura dell’alveare – non cerca fughe scriteriate, deleterie per la qualità del Miele prodotto. A questo riguardo a partire da pagina 20 trovate un servizio a firma Michela Bertola e Franco Mutinelli dal tema “Fungicidi, Api e Impolli-natori”. E sì, la presenza di fungicidi nell’alimentazione delle colonie di api è ormai una costante nelle aree agricole, poiché la gestione delle malattie fungine delle colture vegetali richiede numerosi trattamenti. Ne deriva un’esposizione frequente e prolungata delle colonie di api che contribuisce al loro progressivo indebolimento. A differenza della mortalità, tuttavia, la quantificazione dell’intensità di questa esposizione rimane difficile da stimare in modo accurato. Dulcis in fundo, si tratta di modificare l’approccio agricolo scegliendo l’Agricoltura Biologica che riuscirebbe a legare il miele ai prodotti di qualità indiscussa e al rispetto dell’ambiente, come l’Ape e i consumatori meritano.

Apinsieme
Quelli che vogliono far volare insieme le Api

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