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GIORNATA MONDIALE DELLE API

Sapevamo che prima o poi sarebbe successo.

Che cosa? Un doveroso preambolo. Da tempo, poniamo criticamente sotto l’attenzione del settore apistico i contenuti – a nostro modo di vedere troppo enfatici e privi di pragmatismo e soluzioni verso i problemi dell’apicoltura nazionale – che animano la Giornata Mondiale delle Api – si tiene il 20 maggio – e non trascuriamo di stigmatizzare i metodi agricoli che vengono attuati per la coltivazione dei campi e la cura delle piante.  Per il momento c’è stata una risposta pubblica ad alcune delle criticità che poniamo, ma siamo convinti che ne arriveranno molte altre.

E a quanto dice l’Ispra sembra che quest’anno la necessità di inserire altri temi sia stata compresa. La prova? Il tema di quest’anno, “Siate uniti per le persone e per il pianeta”, celebra la storica collaborazione tra uomo e api, promuovendo pratiche di apicoltura innovative e sostenibili che supportino l’ambiente e il sostentamento delle comunità. 

Ecco il primo fatto centrale che abbandona le narrazioni da libro “Cuore”.

«La narrazione romantica dell’ape che vola libera nei campi non corrisponde più alla realtà» – afferma con forza Massimo Mengoli, amministratore Delegato di Apicoltura Piana. E aggiunge, «Dobbiamo essere chiari: oggi le api sono, in larga parte, il risultato del lavoro quotidiano degli apicoltori. Vivono perché qualcuno se ne prende cura. Per questo raccontare che “salvare le api” sia solo una questione ambientale rischia di essere un messaggio incompleto. Il vero nodo è economico e strutturale: se l’apicoltura non è sostenibile, gli apicoltori abbandonano. E senza apicoltori, semplicemente, le api non sopravvivrebbero».

In pratica, è evidente che le api non si salvano da sole, cioè senza il supporto degli apicoltori, professionisti o hobbisti che siano. Certo sui social si avverte un certo sconcerto da pare degli apicoltori professionisti che si sentono abbandonati e avvertono la precarietà del mestiere per le difficoltà che ogni giorno debbono superare. Certo non vogliamo mettere in discussione che ogni anno, il 20 maggio, si metta al centro il ruolo fondamentale che svolgono le api per la biodiversità e per il futuro del pianeta ma come si fa a dimenticare che il Futuro delle api passa dalle mani di chi le alleva: senza il lavoro degli apicoltori, le api scomparirebbero, è bene ripeterlo.

Qualcuno potrebbe dire che ci sarebbero solo le selvatiche, ma non è un discorso che si lega alla sostenibilità degli apicoltori. I due mondi sono strettamente interconnessi.

Eppoi, deve entrare in gioco anche l’intervento delle autorità governative e agricole. Rischiamo di trasformarci nella “Rana dalla bocca larga”, visto che continuiamo a sostenere la necessità di rivedere i metodi agricoli e di passare al biologico, inascoltati. Non si può trascurare che l’overdose di chimica “sparata” nei campi minacci la sopravvivenza del mestiere di apicoltore e non agevoli il messaggio da fornire ai consumatori in merito alla superiore Qualità del Miele Italiano.

Proprio per questo veicoliamo il messaggio di Apicoltura Piana che invita a cambiare prospettiva: la sopravvivenza delle api è strettamente legata al lavoro quotidiano degli apicoltori, che garantiscono la salute delle colonie in un contesto ambientale sempre più complesso e sul quale occorre intervenire altrimenti si restringerebbero – e notevolmente – le vie d’uscita. Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, Associazioni e Apicoltori devono marciare uniti verso l’obiettivo. Centrale anche la sostenibilità economica del settore. E qui c’è da lavorare tutti insieme sul prezzo del miele. Con il limite che senza un allineamento più ampio del mercato, incidere in modo isolato sui meccanismi di prezzo rimane estremamente difficile.

Dunque, lavorare uniti per il Futuro dell’Apicoltura e anche di Apinsieme, chiosiamo noi.

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Apinsieme
Quelli che vogliono far volare insieme le Api

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