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AssApiRA scrive alla Regione Abruzzo

L’Associazione Apicoltori Regione Abruzzo (ASS.API.R.A.) ci ha inviato il testo di una lettera aperta indirizzata al Presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso. Volentieri pubblichiamo.

 

Egr. Presidente
Lei in questi giorni ha chiesto l’intervento del Governo per la dichiarazione da parte del Consiglio dei ministri dello stato di emergenza, a seguito degli incendi boschivi che dal mese di luglio interessano il territorio abruzzese.
Ha testualmente dichiarato che “Si tratta di una calamità eccezionale che sta mettendo in ginocchio l’Abruzzo. ll nostro patrimonio boschivo è stato duramente compromesso, abbiamo registrato danni a strutture abitative e molti animali sono rimasti uccisi dal fuoco”.
Naturalmente concordiamo con questa richiesta e vogliamo, come Associazione, dare un contributo di idee.
Gli incendi, assieme alla siccità che ha colpito la nostra regione ed al caldo che ha caratterizzato l’estate che volge al termine, dopo il terremoto e la eccezionale nevicata di gennaio, hanno determinato per l’apicoltura una vera e propria catastrofe.
Ad una perdita considerevole di alveari ha fatto seguito una perdita di produzione di miele del 60 – 70% inferiore a quella dell’anno precedente ed in molti casi quasi azzerata. La diretta ripercussione, negativa, su tutta l’agricoltura della nostra regione, sia quantitativa che qualitativa, è stata certificata dalle giuste denunce delle associazioni agricole di categoria.
Come sicuramente saprà, la presenza e l’attività delle api sul territorio rappresentano il motore, la locomotiva di tutta la produzione agricola, della biodiversità, della sua qualità e, soprattutto, la certificazione della sanità di quel territorio.
Orbene, le cause precedentemente citate stanno mettendo a dura prova le attività degli apicoltori abruzzesi che giornalmente lottano per evitare la perdita degli alveari per fame. Si per fame. La mancanza di fioritura estiva, quindi di nettare ( per siccità e caldo ) ha determinato condizioni oggettive di difficile sopravvivenza per le api.
Davanti a tutto questo, l’Assessorato all’Agricoltura, senza tener conto di quanto è successo, continua ad emanare Bandi per l’Apicoltura ( 2^ annualità del PROGRAMMA OPERATIVO 2017-2019 –Regolamento U.E. n. 1308/2013 ) che, come al solito, prevede aiuti al settore per acquisto di nuove arnie, di sciami, di abbonamenti a riviste, per la transumanza fuori regione ( aiuti che premiano sempre e solo pochissimi ben individuabili apicoltori e in ambiti circoscritti della Regione, come abbiamo più volte segnalato all’assessore al ramo).
Si dirà che per il bando sono stati d’accordo, a maggioranza, i rappresentanti delle associazioni apistiche del territorio ( il cosiddetto Tavolo Tecnico ).
Come Associazione abbiamo fatto notare che di fronte a quanto è successo era il caso di utilizzare le poche risorse per altre azioni di sostegno all’apicoltura. Ma, è noto, da alcuni anni quel tavolo non si pronuncia sulle scelte tecniche ma ha di fatto sostituito la politica.

La maggioranza dei rappresentanti osserva e verifica se è stata finanziata l’attività apistica
particolare che ciascuno svolge e dà l’assenso al Piano.
Signor Presidente
GLI APICOLTORI DELLA REGIONE ABRUZZO HANNO BISOGNO D’ALTRO!
Abbiamo chiesto, come Associazione, più volte una inversione di rotta. Un salto di qualità, anche per la nostra apicoltura, potrà avvenire se si concentrano le poche risorse a disposizione per la conoscenza ( formazione ed informazione ) attraverso un crescente coinvolgimento dell’Università ( Facoltà di Medicina Veterinaria, Bioscienze e Tecnologie
Agroalimentari ) e soprattutto dell’IZSAM.
La Regione si è dotata di una legge per l’Apicoltura, la n° 23 del 9 agosto 2013, che al 1° comma dell’Art. 1 recita “…. la Regione Abruzzo riconosce l’apicoltura di interesse regionale utile per la conservazione dell’ambiente naturale, dell’ecosistema e dell’agricoltura in generale”.
Per mantenere in vita gli alveari gli apicoltori abruzzesi saranno chiamati ad alimentarli fino a marzo – aprile prossimi (oltre agli interventi necessari per contrastare le diverse patologie che riguardano gli alveari ).
Che senso può avere, allora, il sostegno, il contributo per acquistare arnie e nuclei quando c’è il rischio concreto che le api moriranno di fame? Abbiamo stimato che la spesa che ogni apicoltore, indipendentemente dal numero di
alveari posseduto, sarà chiamato a sostenere solo per alimentare le famiglie fino a primavera prossima si aggira tra 10 – 15 € per arnia!

Ecco Presidente
ci rivolgiamo a Lei per informarla che il patrimonio apistico regionale, già in progressiva riduzione, è a rischio. Che si può ( e si deve ) ancora intervenire non solo con una modifica del Programma Operativo ma anche con un provvedimento ad hoc che possa dare un aiuto agli apicoltori, a tutti gli apicoltori in regola con l’Anagrafe Apistica Nazionale, almeno per l’acquisto di sciroppo e candito, indispensabili per invernare le api e mantenerle in vita fino alla prossima primavera.
Rimanendo a disposizione per ogni doveroso chiarimento, anche con un possibile incontro se avrà tempo e piacere di incontrarci, inviamo distinti saluti.
Il Consiglio Direttivo di Ass. Api. R.A.

qui sotto la lettera originale

Lettera a D’Alfonso

Apinsieme
Quelli che vogliono far volare insieme le Api

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