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Api, che passione in Valsesia: “Qui si può produrre buon miele”

L’apicoltura è un hobby che se coltivato in maniera seria può portare anche a sbocchi professionali. Un’attività in crescita in Valsesia, dove il punto di riferimento è l’associazione Apicoltori della provincia di Vercelli, che ha sede nei locali della Coldiretti a Borgosesia e raggruppa circa 145 soci. «Che i numeri degli interessati siano in aumento lo dicono i corsi che organizziamo a febbraio a Quarona – dice Enrico Zoia, vice presidente del sodalizio e appassionato di api da decenni -. L’anno scorso a frequentarlo sono state 53 persone, in passato la media era tra 25 e 35. E se per molto tempo è stato un hobby più che altro per pensionati, ultimamente sta richiamando anche molti giovani».

L’investimento per iniziare è di circa 320 euro: circa 120 per un nuovo nucleo di api a cui aggiungere materiale vario per una spesa che arriva al massimo a 200 euro (ma esiste anche un mercato dell’usato). «I nuovi nuclei hanno un’arnia con 5-6 favi e circa 30 mila api, che possono arrivare a raddoppiare – continua Zoia -. In Valsesia abbiamo la grande fortuna di non avere una coltura intensiva quindi non vengono usate sostanze nocive nei campi, condizione naturalmente positiva per le api. Ogni arnia può garantire in media una produzione annuale di circa 18-20 chili di miele».

L’Italia è un paese importatore di miele, dunque gli spazi per avere uno sbocco professionale non mancano. «Ma è un’attività che non si deve e non si può improvvisare – sottolinea Zoia -. E come dico alla fine dei corsi anche in questo settore la tecnologia ha fatto passi da gigante, ma è necessario lavorare in prima persona per offrire un prodotto di qualità che possa avere successo. In Valsesia comunque c’è ancora molto spazio: i novaresi hanno un patrimonio di circa 12 mila arnie, nella nostra zona siamo ancora a un decimo, circa 1200». La parte bassa della valle è adatta al miele d’acacia, fino agli 800 metri di altitudine c’è un buon raccolto del castagno, quindi del tiglio, sopra i 1200 e i 1300 del rododendro. Chiunque volesse avere maggiori informazioni trova tutti i dettagli con i contatti dell’associazione sul sito internet www.mielimonterosa.it

fonte: lastampa.it (articolo di Maria Cuscela, 6 gennaio 2017)
il sito dell'associazione: www.mielimonterosa.it
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