E’ IL MOMENTO DI INTERVENTI STRUTTURALI Editoriale by Apinsieme - 2026-01-282026-01-280 L’editoriale di Massimo Ilari 500 g pro capite l’anno, ecco il consumo di miele in Italia. Una quota non molto lontana dalla media europea di 6oo g, ben lontana dai 1500 grammi della Germania, come evidenziato dal Centro Studi Divulga. Di contro, l’Italia eccelle in biodiversità, con oltre 60 varietà di miele, tra cui quelle Dop come il Miele della Lunigiana, il Miele delle Dolomiti Bellunesi e il Miele Varesino. Oltre una quarantina i mono florali, ai quali si aggiunge una vastità di millefiori, ciascuno caratterizzato dalle differenti tipologie di fioriture. Questo ci dicono i dati ma tra le due valutazioni c’è un rapporto che diventa ancora più negativo pensando ai consumi. E sì, perché nonostante l’abbondanza e la varietà dei pascoli italiani e di tipologie di miele non si registra un diretto rapporto con i consumi bassissimi e che fanno del settore una nicchia da un paio di decenni. E non va bene perché viene fuori chiaramente che è assai problematico vivere di Apicoltura. “Per sostenere un settore che coinvolge molti giovani e garantire il fondamentale lavoro delle api nelle nostre campagne è importante scegliere miele di origine nazionale, un’opportunità peraltro favorita dalla recente Direttiva Ue che ha introdotto un’etichetta ancora più chiara, anche se non è purtroppo ancora previsto l’obbligo di dichiarare l’origine del miele utilizzato nei trasformati, origine che solo alcune aziende dichiarano volontariamente”. sottolinea Veronica Barbati, presidente dell’Associazione apicoltori della Coldiretti. Queste valutazioni, però, sono vere sino a un certo punto. Lo mostra, pensate un po’, sempre un’analisi Coldiretti su dati ISTAT. “Nei primi due mesi dell’anno sono arrivati 5,4 milioni di chili di prodotto straniero, di cui oltre 1/3 di provenienza Extra Ue, spesso di bassa qualità e a prezzi stracciati, che esercita una pressione al ribasso sulle quotazioni di quello italiano, mettendo in difficoltà i produttori nazionali”. Ottimo l’invito a consumare miele italiano e ad aumentare i consumi ma se la produzione nazionale non cresce non si riesce a fornire miele italiano a tutti i consumatori. La produzione interna non è in grado di soddisfare il mercato e allora il tutto diventa un gatto che si morde la coda. Che ci facciamo del dato che secondo un’analisi Ispra, quasi il 90% delle specie di piante da fiore selvatiche del mondo e il 75% delle specie mondiali di interesse agrario dipendono per la loro riproduzione, interamente o in parte, dall’impollinazione operata da impollinatori tra i quali eccellono api domestiche e selvatiche: se non interveniamo l’apicoltura diventerà la nicchia della nicchia. Occorre finire con i bla bla e pianificare interventi strutturali e di finanziamento dell’attività apistica. Progetti reali non “piccioli” gettati al vento. Altrimenti? L’allevamento apistico sparirà. A pagina 8 e 9, rubrica il Punto, in un pezzo sulle Api Selvatiche, a firma di Arrigo Moro dell’IZS delle Venezie, Crn per l’apicoltura, si parla di pericolo estinzione per le popolazioni selvatiche di Api Mellifere. È un dato allarmante: sono state riclassificate come in pericolo nell’Unione Europea. Si tratta di un progetto che è stato portato a termine da un team di 14 scienziati ed esperti, coordinati dall’associazione internazionale Honey Bee Watch (www.honeybeewatch.com). Produzione che segna il passo, consumi stagnanti e pericolo estinzione. È tutto molto grave, non è certo il momento di gingillarsi con le favole. “Gingillamento” che non è patrimonio del biologico a cui dovremmo tendere e che registra un incremento continuo. Da pagina 52 a pagina 53 parliamo dell’aumento del 6% del biologico. Cresce la vendita anche nella Grande Distribuzione Organizzata. Il Miele deve stare in quel settore ed essere animato dalle stesse prospettive. Parliamoci chiaro, crescita dei consumi e volume produttivo devono procedere di pari passo, viceversa consumare Miele Italiano di Qualità diventa un mito. È in questa direzione che occorre procedere. Massimo Ilari Immagine Enrico Pasini Share on Facebook Share Share on TwitterTweet Send email Mail Print Print